LETTERA PER GLI AMICI

Amici miei,

Vi vorrei raccontare la storia più triste del mondo. Ieri sera Jérôme, dopo una dura giornata di lavoro, parte per casa sua a 300 metri da Centro. Erano le 19h05. Alle 19h30, un giovane del Centro, con tanti problemi psicologici causati dalla guerra e dalla vita, era alla ricerca di Tassin, un altro giovane del Centro dello stesso quartiere di Jérôme, con affanno. Poi si sposta al Centro e cerca me, urlando e sbraitando, ma io ero a letto con qualche linea di febbre. Erano le 20h00, non l’hanno lasciato salire ed è partito. Poi si è saputo che era andato da Jérôme. Erano in casa nel salone, lui e sua moglie.
Dopo pochi minuti estrae una pistola e tira su Jérôme. Lui ha la forza di uscire, ma si accascia al suolo nel cortile. Sua moglie lo segue urlando e l’assassino, con un coltello, le taglia la gola sulla porta. Poi scappa e dopo pochi minuti si costituisce alla polizia.
Ecco come la vita di due colonne del Centro è terminata. In pochi minuti, tutti lo sanno. I loro corpi vengono portati nella cella frigorifera dell’ospedale più vicino, lasciando tutti senza parole, con gli occhi pieni di lacrime, con la testa che continua a chiedersi il perché.
Con Jérôme, abbiamo vissuto insieme tantissimi anni, lui abitava al Centro fino al 2002, ha fatto si che il Centro fosse questo luogo di pace e fraternità, ma la violenza della guerra l’ha preso proprio alla fine.
Aspettavano un bambino. Erano felici.
Non so come spiegarvi tutto il nostro dolore. Vi chiedo di starci vicino, perché ora dobbiamo continuare anche per loro.
Abbiamo fermato le attività del Centro per una settimana e abbiamo aperto la sala polivalente con dei quaderni per le firme, un po’ di musica strumentale, tante bandiere arcobaleno, tante foto. La sala è sempre piena di giovani che vengono a chiedersi ancora se ne vale la pena…
Mercoledì, alle 16h00 ci sarà una veglia di preghiera. Giovedì, alle 9h00 ci sarà il funerale al Centro.
Vi ricordiamo e vi pensiamo.

Centre Jeunes Kamenge