News

BUJUMBURA CITTÀ (IN)VISIBILE....

2 settimane in Burundi non sono sufficienti ….
Non bastano per salutare tutti gli amici del CJK e dei QN, non bastano per ritornare a respirare l’aria di casa, per reimmergersi veramente nella quotidianità locale...
É stato comunque interessante ritrovare tanti giovani impegnati sui Campi di Lavoro, fare un pomeriggio di formazione PER e soprattutto CON loro, tema “Le Città Invisibili” dal libro di Italo Calvino, giovani che come due anni fa sono certi delle priorità per la loro città, per il loro paese e per le loro vite: la democrazia, la pace, la solidarietà, la salute. Desideri, sogni, ideali che sembrano, come due anni fa, essere ancora lontani dalla relizzazione, Bujumbura una città invisibile agli occhi di tanti, un mondo pieno di vita, di idee, di speranze per quelli che la popolano.

Inevitabile qualche lacrima per l’emozione forte di ripercorrere la via che porta al Centre, un incalcolabile numero di sorrisi e strette di mano che annunciavano un autentico “bentornata”, tanta curiosità per il nuovo mutoto, che ricambiava felice sorrisi e baci, in verità più interessato a tutte le palle che vedeva volare sui vari campi di basket, calcio e pallavolo, come al solito pieni di giovani, che alle persone vere e proprie.

Super veloce una visita nel sud del paese a me ancora sconosciuto: palmeti, bananeti, distese di pesci ad essicare al sole, grandissime corna appoggiate su tante vacche al pascolo, capre ruminanti, rigogliose piante di thè e un magnifico lago Tanganica, che nulla deve invidiare ad un mare carabico (ma senza sale!). La povertà della gente all’interno del paese è decisamente più visibile, così come più vero è il contatto con la natura che li circonda, pochissime le influenze della modernità. Poche risorse, poche possibilità, tanta curiosità verso l’esterno. Un salto anche alla famosa “Sorgente del Nilo”, piccolo rivolo d’acqua che percorre chilometri e chilometri per divenire il conosciutissimo grande fiume. Per chi non lo sapeva in Burundi c’è anche questo e tanto tanto altro....

Cara è stata una breve visita ad un amico che non c’è più, ma che vive dentro coloro che lo hanno conosciuto, tanto l’Africa prende... tanto l’Africa dona! Sempre l’Africa accoglie!

Roberta

HO VISTO SU YOUTUBE: ACHA KUSEMA MUZUNGU

Il Burundi per una ricostruzione e un rinnovamento possibili

« Il vero viaggio di scoperta non
consiste nel cercare nuove terre,
ma nell’avere nuovi sguardi.” (Marcel Proust)

Questa frase può riassumere l’obiettivo della serata a Gossolengo: permettere alla gente di conoscere un nuovo paese attraverso gli sguardi di qualcuno che in quel paese c’è nato e cresciuto, di qualcuno che ci ha vissuto lavorando con i giovani e di qualcuno che lo ama perché ha toccato le corde del suo cuore. Il Burundi piccolissimo e verdissimo stato dell’Africa Centrale ha conosciuto e conosce tuttora guerra, miseria, fame, povertà e deprivazione, ma la gente del Burundi vuole riscattarsi, desidera la pace e la riconciliazione vuole superare le difficoltà economiche per vivere in armonia con il prossimo e con sé stessa. Vuole vivere!

Serata di sensibilizzazione, Giovedì 12 Giugno ore 21.00 presso al Biblioteca Comunale di Gossolengo, con filmato e testimonianze di Nduwimana Ephrem, Pinotti Roberta e Campus Daniela.

Resconto delle attività 2007 del Centre Jeunes Kamenge

Il Centre Jeunes Kemenge è stato aperto nel 1991 con la finalità di avvicinarsi ai giovani dei Quartieri Nord di Bujumbura. Oltre alle attività didattiche, ricreative, formative, sportive e culturali i realizzatori del progetto hanno sempre voluto che i giovani si potessero riunire, frequentare e sperimentando il loro senso di osservazione, accettazione, armonia e amicizia duratura.

Il corso di Hip Hop

Mi piacerebbe parlarvi dell’atelier di Hip Hop a cui ho dato vita nel gennaio del 2006.
Questo atelier è paragonabile ad una delle tante attività che si fanno al Centro, come il corso di inglese, il corso di cucito, quello di informatica, ecc, l’unica differenza è che questo atelier va a coinvolgere un pubblico leggermente diverso. Infatti i giovani che vi partecipano sono sì membri del Centro, ma in generale lo frequentano senza partecipare a corsi o attività strutturate.
Molti tra loro sono persone marginalizzate e un po’ destrutturate perché non secolarizzate, consumatori di mariuana, in rottura con le loro famiglie, orfani ecc..

Un giovane del centro racconta

Il 21 ottobre 1993 viene ucciso Ndadaye, il primo Presidente hutu eletto democraticamente, è all’indomani della sua morte che comincia la guerra, prima all’interno del paese e poi, dopo due mesi, anche nella capitale Bujumbura. Quello che posso dirti, quello che penso, è che questa guerra non è stata una guerra etnica ma una lotta per il potere politico, hutu e tutsi prima del ’1993 vivevano insieme e anche quando è scoppiata la ribellione a Kamenge sono rimasti insieme per difendere il loro quartiere dall’esercito.
Condividi contenuti