Volontari

Brochure environnement, Camilla Rota

La nostra società è diventata una società basata sul consumismo, e più consumiamo,
più il peso dei rifiuti che bisogna gestire aumenta.
Guardiamo la situazione dei nostri Quartieri in generale e Buterere in particolare:
tutti i rifiuti della città sono portati là: quelli del mercato (dopo essersi accumulati per qualche settimana nei dintorni del mercato stesso), sono portati a Buterere; anche l’industria di birra e bevande invia i propri scarti di bottiglie rotte ed altro a Buterere.
Ma in questo quartiere esiste una discarica per organizzare lo smaltimento o il riciclaggio dei rifiuti? NO!!! Assolutamente no!!!
I rifiuti sono semplicemente portati e lasciati là, cosi da emettere orribili odori che rendono la vita della popolazione difficile, per non parlare dei problemi sanitari provocati dai gas emessi a causa del caldo, ecc.
Burundi, della regione dell’Africa dei Grandi Laghi e del mondo intero.
Utilizziamo questo lago per… praticamente per tutto qui a Bujumbura ! Mangiamo il suo pesce, usiamo le sue acque per bere, per lavare, per irrigare, per lavorare nelle fabbriche… Ma siamo coscienti del pericolo ? Tutte le forme di inquinamento hanno delle ripercussione su questo lago.
Le fabbriche (molte) gettano i rifiuti di lavorazione direttamente nel lago o nei fiumi che finiscono il loro viaggio… nel lago ! E non solo le fabbriche…
anche una grande parte della popolazione ha questa abitudine, probabilmente incosciente del pericolo.
Tutte queste attività inquinano ! E non possiamo continuare a credere che i pesci che vivono in questo lago siano genuini e sani per la nostra salute! Non possiamo continuare a credere che le acque che usiamo e che subiscono tutto quanto sopra detto non siano nocive per la nostra salute!
Opuscolo realizzato dal gruppo « L’environnement aujourd’hui » del
Centre Jeunes Kamenge.
Grazie a Armand, Bonheur, Bosco, Emmanuel, Eric et Tassien.
Impaginazione: Cami Rota

FINALMENTE SONO TORNATA AL CENTRE JEUNES KAMENGE

Eccomi ! FINALMENTE SONO TORNATA AL CJK !
Resterò qui un anno, quindi avrò tutte le occasioni possibili per lavorare, parlare, divertirmi, riflettere con voi...per vivere con voi insomma!
Chi tra di voi mi conosce già, sà che ho una grande passione per l’ecologia e per tutto quello che riguarda l’ambiente.
E’ anche a causa di ciò che, in questo breve articolo, non vi parlerò di me e delle mia grande gioia nell’essere ancora qui con voi e della mia voglia di condividere esperienze con voi, al contrario vi parlerò di una grande iniziativa che ha avuto luogo durante il mese di ottobre in tutto il mondo: si chiama “Stand up! Take action!”.
E’ qualcosa di fantastico, a mio parere: milioni di persone, ovunque, si “mettono in piedi” (fisicamente!) per chiedere ai leaders del pianeta di lottare contro la povertà e di cercare di raggiungere gli Obiettivi del Millenio per lo Sviluppo.
Cosa sono esattamente questi obiettivi? Ecco una breve sintesi:
- ridurre l’estrema povertà e la fame;
- assicurare a tutti ed ovunque l’educazione primaria;
- promuovere l’uguaglianza tra i sessi e l’emancipazione femminile;
- ridurre la mortalità infantile;
- migliorare la situazione sanitaria delle donne nel periodo prenatale;
- combattere l’AIDS, la malaria e altre malattie;
- preservare l’ambiente;
- costituire un gruppo mondiale per lo sviluppo.
Le crisi economiche, alimentari e climatiche di questi ultimi anni sono il chiaro esempio che dimostra l’enorme importanza del raggiungimento di questi obiettivi a livello mondiale.
Se pensiamo anche alle risorse naturali, al pianeta Terra da troppo tempo sfruttato al di là dei limiti possibili, all’inquinamento che ci circonda, allora dobbiamo prendere atto delle nostre responsabilità, tentare di aiutare il pianeta ( e l’umanità intera) a uscire sana e salva da questa situazione, cercare di farci sentire dai “grandi del pianeta” per dimostrar loro che non siamo né ciechi né muti né disposti a continuare sulla stessa strada di questi ultimi anni.
Dunque, amici africani, europei, americani, asiatici, un invito a noi tutti...in piedi! Agiamo! Stand up! Take action!

Cami

Dietro alla vita c’è la morte o viceversa? di Roberta Pinotti

Pace, riconciliazione, ricostruzione, democrazia, sviluppo…. Queste le parole che sempre, in modo ripetitivo, quasi automatico pronuncio, intreccio, approfondisco quando mi trovo a parlare del Centre Jeunes Kamenge e della mia esperienza burundese, a pochi, pochissimi eletti mi sono permessa di rivelare una parte profonda che ha toccato la mia anima: il senso di Morte.
Già, infatti è sempre stato più facile parlare della speranza, di quella magnifica lotta che da 18 anni si combatte al Centro, di quella insaziabile sete di rincominciare tutto da capo, di cancellare quel fastidioso e stridente passato per lasciare spazio ad un futuro illuminato dal Bene.
Ed il Male? Tutto quel Male che ho percepito, tutto quel dolore, quella sofferenza e quel baratro di miliardi di solitudini perché ho voluto lasciarli in disparte, non menzionarli, quasi dimenticarli. In nome di quale falsa illusione non li ho mai voluti pronunciare? Per dare sostegno? Sollievo? A chi? A me stessa o ai ragazzi? I loro sorrisi, la loro voglia di riscatto, la loro speranza non hanno mai cancellato alcuni dei loro racconti o delle loro lacrime.
P. che ogni notte si sveglia urlando per i colpi di fucile e di mortaio che ancora ogni notte accompagnano i suoi incubi! “Non sparate, non sparate” grida.
L. che non ha mai avuto la “fortuna” di ritrovare il corpo del padre… quale impossibile e vana speranza nutrirà nel profondo del suo cuore?
J. che più volte correndo ha dovuto scavalcate cadaveri per non diventarlo a sua volta? Mai voltarsi! Continuare a correre significa avere una possibilità su quante???
V. che girando l’angolo di una casa si è ritrovato con un fucile puntato contro, imbracciato però da un inesperto e impaurito giovane soldato che non ha tirato il grilletto… non dimenticherà mai il suo respiro affannoso e il suo sguardo tramante.
R. e tutte quelle notti e quei giorni passati sulle colline, nascondendosi tra cespugli e macinando chilometri alla ricerca di qualche familiare: madre, padre, sorelle e fratelli “li avete per caso visti passare? Erano qui nei gironi scorsi?” domandava a tutti quelli che incontrava. Quei sentimenti provati di abbandono e solitudine lo lasceranno mai?
T. che dopo aver ucciso, ed ucciso ancora, cercava calore ed oblio nella birra o tra le gambe di una donna. Ora l’aids se lo sta divorando.
Invece S. violata, straziata, lacerata dentro e fuori, porta con se cicatrici invisibili. Un intimità ed una sessualità distrutte per sempre.
S. figlio unico di un padre assente, striminzito e magrissimo, quasi “avvizzito”, con la madre malata che da poco lo ha lasciato. Chi o cosa lo salveranno?
Dunque la Morte ed il Male questi giovani li hanno già conosciuti, sentiti nelle viscere e “cacciati” giù nel profondo dell’anima ci convivono ogni giorno. Dopo un po’ anch’io li percepivo come mostri malvagi aleggiare nell’aria.
Ma al Centre Jeunes Kamenge la Morte ed il Male non trovano spazio, non viene lasciata loro la possibilità di prendere il sopravvento, non possono mangiarsi la Vita di nessuno, al CJK i ragazzi vivono, pienamente, grandiosamente e fieramente una seconda vita, quella a cui ognuno avrebbe diritto, senza prima dover passare dalla Morte.
Quindi che Vita sia!!!!!

LA CARCASSA DELL’ELEFANTE

Burundi, paese che ho scoperto nel 2000 e che da allora amo con passione. Paese in cui ho trovato l’amore, in cui ho fondato la mia famiglia, un paese per il quale metto tutta la mia energia attraverso il mio lavoro esaltante al Centre Jeunes Kamenge.
Un paese con i suoi abitanti più che ospitali ed accoglienti.
Paese che ho scelto e che mi ha ricompensata adottandomi. Burundi, una famiglia. Leggi

LA CARCASSA DELL’ELEFANTE

Burundi, paese che ho scoperto nel 2000 e che da allora amo con passione. Paese in cui ho trovato l’amore, in cui ho fondato la mia famiglia, un paese per il quale metto tutta la mia energia attraverso il mio lavoro esaltante al Centre Jeunes Kamenge.
Un paese con i suoi abitanti più che ospitali ed accoglienti.
Paese che ho scelto e che mi ha ricompensata adottandomi. Burundi, una famiglia!
Burundi, paese per cui nutriamo tanta speranza, paese che vorrebbe uscire dal marasma che lo caratterizza e tuttavia…
Lasciatemi dunque farvi una confidenza. Nei miei momenti di depressione e di sconforto a causa del Burundi, ecco i pensieri che attraversano il mio spirito: il Burundi mi dà, me lo ripeto nei momenti di pessimismo più forti, l’impressione di essere la carcassa di un elefante della quale tutti si devono servire in tempo, prima che non ne resti che lo scheletro. Questa mentalità, molto presente in Burundi, assicura lentamente la morte del Burundi stesso.
Qualunque sia l’oggetto, e la grandezza della torta, numerosi attori della società burundese preferiscono servirsi per mantenere le proprie piccole famiglie o clan piuttosto che rispettare dei processi chiari, trasparenti ed efficaci, indispensabili all’attuazione di diversi progetti, molto vari.
Progetti che includono ovviamente dei budget allocati per la costruzione di strutture o per l’attuazione di differenti processi; strutture e processi che permettano al paese di affrontare le numerose lacune, di svilupparsi rispondendo ai bisogni della popolazione sia a livello sociale che economico.
Di esempi non ne mancano: il campo da basket in parquet inutilizzabile da quando è stato chiuso per lavori di manutenzione che dovevano durare 3 mesi; questo campo che riuniva numerosi sportivi durante tutta la settimana non esiste più da più di un anno ormai. Perché?
Perché i lavori sono iniziati e poi si sono fermati per la semplice e vergognosa ragione che i fondi per continuare e finire ciò che si era iniziato sono “spariti”!
La strada di Rumonge, stessa storia. La costruzione di nuove scuole finanziate da grossi finanziatori internazionali, che risultano alla fine essere in legno e teli invece che in mattoni cotti! Ecc. ecc…Storie come queste ne esistono a centinaia, per non dire a migliaia, in un piccolo paese con così tanti bisogni per la sua gente…
Allora vi interpello a riguardo di ciò: quando la carcassa dell’elefante sarà totalmente consumata, cosa ne sarà del Burundi?
Risposte come “capisci, chiudo gli occhi davanti a ciò perché non voglio farmi troppi nemici” vengono date, o quantomeno pensate, da un gran numero di burundesi che vorrebbero che la situazione cambiasse ma che hanno paura.
Possiamo quindi ammettere che il terrore regna, che l’egoismo e la paura motivano le azioni di ciascuno.
A tutti gli uomini e le donne desiderosi di cambiare la situazione, di non considerare più il paese come un cadavere, mi permetto di ricordare ciò: Luther King, Gandhi, Mandela, Sankara, Romero, Che Guevara, hanno dovuto battersi contro questo modo di pensare, che consiste nel guardare solo ai propri bisogni ed interessi, nel prendersi gioco del proprio popolo, del proprio paese, dell’avvenire dell’umanità…solo gli uomini e le donne coraggiosi potranno cambiare la situazione, e più saranno numerosi, più sarà facile!
Questa presa di coscienza mi sembra importante in un paese in cui tutti, eccetto pochi divisionisti, sognano la pace.
Le scelte individuali che ciascuno prende nella propria vita quotidiana sono importanti tanto quanto quelle che adottano i nostri dirigenti.
Che l’onestà ed il senso di cittadinanza vincano e superino l’egoismo e l’avidità di coloro che spogliano di ogni speranza e sviluppo il nostro bel paese!
Questo non è altro che un invito a curare l’elefante, sempre vivo anche se gravemente ferito, e che necessita di ciascuno di noi per risvegliarsi, curarsi, rinforzarsi, riprendere le forze e vivere ancora, piuttosto che continuare a rimanere l’animale senza vita e senza avvenire che è ora.
A voi il gioco, cittadini del Burundi, ve lo domando per amore del nostro paese: risvegliate l’elefante!
Claire Olivier Gatabazi

IL TESORO NASCOSTO

Nella vita quotidiana a ciascuno di noi capita di riflettere su differenti tematiche, come risultato delle situazioni che viviamo ogni giorno. Durante il mio soggiorno qui al Centro ed in Burundi, in questi mesi, mi sono ritrovata in diversi momenti a riflettere sul fatto che ciascuno di noi (veramente ciascuno, nessuno può escludersi !) è particolare, e che ciascuno possiede delle caratteristiche caratteriali e comportamentali che non si possono trovare in nessun altro.

Per qualcuno queste particolarità sono evidenti, per altri bisogna scavare in profondità per trovarle…ma ci sono !
Ecco un motivo per il quale risulta sempre fondamentale cercare di conoscersi e di non fermarsi alle apparenze. Questo è un meccanismo che secondo me bisogna applicare nei rapporti sia con gli altri che con se stessi.
Quante volte ci può capitare di sentirci vuoti ed inutili ! Sono delle fasi che tutti attraversiamo, anche se non ne parliamo o se lo nascondiamo.
L’importante è conoscersi bene, per sapere che abbiamo una « forza unica » che ci pio aiutare ad uscire da questi momenti.
Ma attenzione ! Non credo che sia sufficiente fare forza su se stessi per trovare le soluzioni ai problemi. La « forza unica » a cui mi riferisco è l’individualità di ciascuno (non l’individualismo, esiste una grande differenza tra le due parole !) accompagnata dall’individualità degli amici e di tutti coloro che costituiscono il nostro entourage, che noi amiamo proprio a causa delle loro particolarità.
Ciascuno di noi è unico, nessuno può rimpiazzare qualcun altro in questo mondo !
Soprattutto tra noi giovani credo che sia fondamentale cercare, andando nel profondo di tutti coloro che sono al nostro fianco…se tra di voi c’è qualcuno che non ha mai sperimentato ciò, è il momento di provarci…tante sorprese vi aspettano negli amici e nelle persone che vi circondano !
Pensando alla mia partenza per l’Italia, c’è un augurio che mi sento di indirizzare a ciascuno di voi, a tutti coloro che ho conosciuto, a tutti i miei amici, a tutti coloro con cui ho parlato, con cui ho riso, con cui mi sono divertita, e questo augurio è il seguente : scavate, cercate in voi e negli altri e quando avrete trovato il grande tesoro che ciascuno porta in sé, ve ne prego : preservatelo, curatelo, difendetelo.
Ciascuno di voi è un tesoro per gli altri, per il Burundi e per il mondo intero…non cambiate ! Non perdete ciò che vi rende speciali !

Camilla

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